Il Servizio Bilancio boccia i conti del Governo sui giochi. Va dimezzato gettito su vincite 10eLotto. Meglio non contare su giro di vite sull’illegale

Pubblicato il 1 Feb 2019

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Da nessuna banca dati risulta che la tassa sulle vincite, per il 10eLotto, abbia prodotto nel 2018 un gettito di 350 milioni, quindi non c’è nessun riscontro alle stime sull’aumento dell’aliquota; inoltre questa misura potrebbe comportare una diminuzione di altre tasse che non viene considerata in alcun modo. “Tutti questi elementi, opportunamente quantificati, consentivano di ridurre di circa la metà la stima di maggior gettito ipotizzata in partenza”. E’ la dura presa di posizione – riporta AGIMEG -del Servizio Bilancio del Senato, nella Nota di Lettura in cui esamina le misure contenute nel decreto su quota 100 e reddito di cittadinanza. “Non è stata indicata in RT, né è disponibile, la banca dati dalla quale si possa riscontrare che la ritenuta sulle vincite conseguite dal gioco “10eLotto” è stata pari, per il 2018, a circa 350 mln di euro. Nel merito, andrebbe confermato che il citato ammontare di ritenute sia ascrivibile esclusivamente al “10eLotto”, e non anche ad altri giochi numerici a quota fissa (ad esempio il Lotto) in quanto per essi la ritenuta resta ferma all’8%”, sottolinea il Servizio Bilancio. Che sottolinea poi come già nel 2017 si fosse aumetata l’aliquota della tassa sulle vincite, in quell’occasione si sottolineava che “del totale del prelievo sulle vincite pari a 395 mln di euro, oltre 300 mln di euro provenivano dal gioco del Lotto. Tuttavia non erano state fornite nel contempo ulteriori specificazioni o elementi informativi in merito al fatto se per gioco del Lotto si intendessero anche gli altri giochi numerici a quota fissa – e pertanto anche il gettito riveniente dagli stessi – o soltanto il gioco del Lotto propriamente inteso”. IL Servizio Bilancio ricorda che quel dato trova un riscontro nei dati “forniti dal Governo in sede di risposta ad una interrogazione parlamentare”, in cui si affermava che “in conseguenza dell’applicazione della nuova aliquota dell’8% all’importo delle vincite per l’anno 2016 – è possibile ricostruire il valore di gettito atteso: pari a circa 400 mln di euro per il gioco del Lotto”. In sostanza -per poter confermare che l’aumento del prelievo stabilito con il decreto su quota 100 e reddito di cittadinanza porterà nelle casse dello Stato 131 milioni – il Governo deve chiarire “l’ammontare delle entrate ascrivibili al solo gioco del “10eLotto”. E ancora il Servizio Bilancio ricorda che – all’epoca del primo aumento di aliquota nel 2017 – il Governo “prudenzialmente, aveva ipotizzato una riduzione della raccolta (pari a circa il 2%)”. E questo, a catena, comprotava una diminuzione degli introiti di altre tasse: una diminuzione di gettito a titolo di provento dal gioco del Lotto; una connessa riduzione di gettito a titolo di IRES ed IRAP per effetto dei minori ricavi per ricevitori e per concessionari; una conseguente diminuzione del gettito da ritenta sulle vincite per effetto di una loro contrazione”. Invece “La RT annessa al decreto-legge in commento non considera tutte queste componenti sostenendo che, poiché il “10eLotto” segna costantemente un incremento di raccolta, l’aumento dell’aliquota della ritenuta sulle vincite non possa determinare una flessione della domanda, ma semmai un rallentamento della crescita. Si tratta di un assunto che potrebbe non esprimere l’utilizzo di un approccio prudenziale: anche se l’ipotesi di cui alla RT fosse riscontrata ex-post, non può non considerarsi valida la conseguenza, in termini di ricadute sul gettito, che produrrebbe l’aumento della ritenuta sui ricavi in capo ai ricevitori ed ai concessionari: in caso di rallentamento della crescita della domanda gli stessi potrebbero vedere diminuiti i propri ricavi e conseguentemente i risultati economici di gestione, con possibili contrazioni in termini di imposte dirette ed IRAP, nonché di occupazione”. E ancora, “la RT non sembra considerare in alcun modo i possibili effetti in termini di minori incassi erariali derivanti dalle politiche, perseguite dagli enti locali, che contemplano misure restrittive su tutti i giochi” per contrastareil gioco d’azzardo patologico. “Appare quindi opportuno un approfondimento sul punto”.

Servizio Bilancio: le slot potrebbero subire un contraccolpo superiore alle stime del Governo

Il Governo confermi di aver fatto una stima prudente sul calo della raccolta delle slot che determinerà il taglio della quota delle vincite. Lo chiede il Servizio Bilancio del Senato, nella Nota di Lettura in cui esamina le misure contenute nel decreto su quota 100 e reddito di cittadinanza. In sostanza il calo delle giocate potrebbe essere superiore alle attese, visto che “il settore degli apparecchi da divertimento ed intrattenimento è un mercato in contrazione anche per effetto delle ricordate leggi regionali, applicate dagli enti locali, che recano di fatto forti limitazioni al gioco; molte sono le disposizioni che si sono succedute nel recente passato tutte tra loro sovrapposte e volte ad introdurre incrementi del PREU sui dispositivi AWP; infine per detti apparecchi sarà previsto l’utilizzo della tessera sanitaria così come disciplinato dal comma 4 del presente articolo, con possibili riflessi in termini di volumi di gioco” rg/AGIMEG

Decretone, Servizio Bilancio: nessun fondamento per i benefici che produrrà la lotta all’illegale

L’aumento del gettito fiscale che produrrà la stretta sul gioco illegale è stato quantificato “senza però fornire alcuna ipotesi a supporto”. “Per motivi di prudenza”, il Governo avrebbe fatto meglio a non mettere in bilancio queste somme in anticipo. Lo scrive il Servizio Bilancio del Senato, nella Nota di Lettura in cui esamina le misure contenute nel decreto su quota 100 e reddito di cittadinanza. IL Servizio spiega infatti che il Governo avanza due percentuali: “si tratta del 10%, che rappresenterebbe l’aumento ipotizzato del volume di affari degli operatori legali a scapito di quelli illegali, e del 20% (in proposito non si rinviene alcuna informazione quale, ad esempio, se il dato sia riferibile alla percentuale media di imposte dirette ed IRAP gravante sugli operatori del settore, al maggior gettito riveniente da ritenute sulle vincite, all’incremento dei proventi per l’Erario etc)”. E quindi sottolinea che “la stima del pertinente recupero di gettito presenta un tasso di aleatorietà elevato che, per motivi di prudenza, dovrebbe indurre a non contabilizzare ex ante tali somme a copertura di oneri certi in ordine all’an ed al quantum”. Inoltre, le sanzioni, “per loro natura, dovrebbero dar luogo ad un recupero di gettito tendente a diminuire nel tempo proprio in ragione dell’effetto deterrente associato alle stesse. Inoltre, di norma, i piani di controllo e di azione repressiva di pratiche illegali richiedono tempi tecnici di implementazione che si riflettono sulla tempistica del recupero di gettito associato”. In sostanza, il giro di vite sull’illegale determinerà “un incasso verosimilmente di valore non costante negli anni ma soprattutto non imputabile sin dal primo periodo di applicazione della nuova disciplina”. Invece, “la RT giunge ad ipotizzare sin dal primo anno ed a regime un valore costante nel tempo, pari al totale del recupero di gettito derivante dall’applicazione dei commi 6 e 7, ossia 65 mln di euro. In considerazione di quanto sopra rappresentato appaiono necessari chiarimenti”

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