De Siervo (ad Lega di Serie A): “Il divieto di promuovere le aziende del betting sul campo di gioco è un’emerita sciocchezza”

Pubblicato il 2 Dic 2018

Slide

Proprio lui, Luigi De Siervo eletto ieri nuovo ad della Confindustria del pallone, sa quanto sia strategico l’investimento del mondo del betting per i club di serie A. Sì perchè il 49enne manager fiorentino, fino ad oggi ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato di Infront, già advisor della Lega e protagonista a livello mondiale nel business delle sponsorizzazioni sportive e della diffusione del brand attraverso lo sport. E nessuno meglio di lui può mettere a fuoco quanto sia deleterio, per il mondo del calcio – e dello sport più in generale: il betting non sostiene solo il pallone – il decreto dignità voluto da Luigi Di Maio, con lo stop alle sponsorizzazioni dei brand di scommesse. Un divieto che assume contorni ancor più grotteschi se letti in controluce con i recentissimi provvedimenti ‘rastrellatori’ del governo, che proprio sul gioco che dicono di voler combattere poggiano le proprie certezze finanziarie. Come? Attraverso una stangata senza precedenti sulla tassazione nella manovra di fine anno, con l’obiettivo di intascare 700 milioni di euro dagli stessi giochi che dicono di voler abolire. E allora, sul tema delle sponsorizzazioni, il neo ad della Lega di Serie A entra in tackle assai robusto sul respiro proibizionista del governo: «Il divieto di promuovere società di betting sul campo di gioco è un’emerita sciocchezza. Posso capire l’intendimento apprezzabile del governo – ha riflettuto il neo ad della Lega di A – di evitare una pressione sull’utente finale a scommettere durante i match, ma le risorse del marchio lungo il campo creano un problema di antitrust visto che 14 squadre inglesi su 18 hanno il betting sponsor sulla maglia. Oggi – riporta Agipronews – le betting company sono il più grande investitore nel calcio».

E allora? Quale può essere la soluzione? «Bisogna trovare un compromesso. E’, fisiologicamente, una partita ancora da giocare e l’intento comune deve essere quello di evitare di danneggiare il nostro calcio. Il limite che oggi il governo vuole si potrebbe essere circoscritto alle televisioni – ha aggiunto l’ex ad di Infront -. Per dare modo al pallone di progredire bisogna che governo e politica facciano la loro parte. Un emendamento che salvi gli investimenti destinati alle casse delle squadre appare come misura sacrosanta, altrimenti si danneggia seriamente il calcio». E De Siervo non si ferma qui, affrescando scenari cupi anche nel tentativo di rincorsa della nostra Serie A sui grandi campionati esteri, Premier League in testa: «Le nostre squadre così sono esposte al rischio di danni nelle competizioni europee perché dovrebbero misurarsi con le rivali in grado di attingere a risorse notevoli che qui, invece, sono proibite ai nostri club» ha detto De Siervo, che a breve incontrerà il sottosegretario Giorgetti partecipando al tavolo governo-calcio attraverso il quale si vuole riaprire la partita delle sponsorizzazioni. Partita che, appena pochi giorni fa, pareva avviata verso lo sblocco con un emendamento ad hoc che avrebbe dovuto prorogare fino a luglio la possibilità di attingere agli sponsor del betting, in attesa di una soluzione definitiva meno restrittiva. Sblocco poi finito nel nulla. De Siervo, ha poi toccato due temi chiave della sua nuova mission, al fianco del presidente di Lega di A Gaetano Miccichè: la pirateria – «il problema del calcio italiano è la pirateria. Serve il recupero di risorse e di quell’audience gigantesco. Le forze dell’ordine stanno facendo tanto, ma anche la politica deve fare la sua parte» ha detto De Siervo – e lo sviluppo del prodotto calcio italiano all’estero. Sviluppo che, senza le risorse del betting, sarebbe quanto mai difficoltoso, questo è chiaro.

apiù gas e luce

Post correlati