Il diario del campionato: Inter e Roma in crisi, vola la Lazio

Pubblicato il 1 Gen 2018

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Se prima i ricchi e scemi erano i Presidenti delle società di calcio, adesso si rischia che questo primato venga in qualche modo usurpato dai calciatori o, almeno, da quei calciatori che si sentono al di sopra di tutto e si permettono di fare e di dire cose che non possono essere accettate. Non faccio il moralista, e so benissimo che certi atteggiamenti non sono né possono essere stereotipati per categorie, ma quando coinvolgono un personaggio pubblico, soprattutto un calciatore di grande livello, feriscono un mondo di valori che nel suo ruolo ha l’obbligo di trasmettere soprattutto ai suoi tifosi più giovani. Con questo mi fermo, anche se ci sarebbe molto altro da dire.
Piccola parentesi di Coppa Italia. Dopo la Roma cade un’altra testa coronata: il Napoli. Perde al San Paolo con l’Atalanta (2-1) e fallisce, dopo la mancata qualificazione agli ottavi di  Champions, il secondo obiettivo stagionale. Prima del Napoli era già caduta l’Inter e quindi, tra le prime 5 del campionato, passano in semifinale solo la Lazio e la Juventus, che ha sconfitto il Torino 2-0, risultato che è costato la panchina a Sinisa Mihajlovic.
La cosa era da qualche tempo nell’aria e probabilmente già decisa a prescindere dal derby, che è stato solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il Toro ha giocato la sua partita e avrebbe anche qualche recriminazione da fare, soprattutto sul secondo gol. No, non è colpa del derby ma di una situazione già maturata, dovuta a delle attese più alte delle reali potenzialità di questa squadra. Tra l’altro, considerando che è appena finito il girone di andata, ho l’impressione che quest’anno i Presidenti delle società di serie A abbiano l’esonero facile (con questo, mi sembra, siamo arrivati ad 8).
Bene, finite le chiacchiere, passiamo al campionato e lo facciamo con l’Inter, che segna ancora il passo, fermata sull’ 1-1 dalla Fiorentina. Se facciamo due conti rapidi, nelle ultime 5 giornate, su 15 punti in palio, ne ha portati a casa solo 3, la metà del Benevento che di punti ne ha fatti 6 vincendo anche con la Sampdoria. Il cambio della panchina, in questo caso, è stato positivo. De Zerbi, anche se giovane, è un allenatore competente che si è fatto le ossa in serie C, salvo una sfortunata parentesi a Palermo.
Ritornando all’Inter, credo che Spalletti alle parole dovrebbe mettere in atto qualche fatto. Uno score così negativo non dipende solo dal caso o dalla sfortuna anche perché la lotta per un posto in Champions si sta complicando.
La Lazio, vincendo 5-2 a Ferrara (4 gol di Ciro Immobile!), si è portata a 2 punti da Icardi e compagni, con una gara ancora da recuperare.
Addirittura peggio dei nerazzurri la Roma, che non vince da 3 giornate. L’ultima “perla” la sconfitta in casa con l’Atalanta (che ha giocato più di un tempo in 10 uomini). Risultato corretto. I bergamaschi, che in una settimana hanno espugnato Napoli e Roma, nonostante le cessioni eccellenti, giocano meglio dello scorso anno. Adesso anche Eusebio Di Francesco deve fare qualche riflessione in più su una squadra zeppa di giocatori offensivi che fino ad oggi ha segnato meno gol di Udinese, Sampdoria e la stessa Atalanta. Così non si va da nessuna parte e tutti avranno tempo, in questa pausa di campionato, di capire cosa non funziona.
Non entra in queste beghe il Napoli, che mantiene il passo superando in casa il  Verona per 2-0 (risultato che c’è tutto, forse manca all’appello qualche gol). A Napoli ci credono e non vedo perché non dovrebbero farlo vista la continuità che in campionato riesce a garantire questa squadra.
L’unica che riesce a tenere testa a questo Napoli è la Juventus che, faticando più del solito, s’impone a Cagliari 1-0. In queste cose, al di fuori del bel gioco, delle contestazioni, dei dubbi, conta il risultato. Per questo è inutile parlarne. Quando arbitro fischia, partita terminata e risultato acquisito, direbbe il grande Vujadin Boškov.
Vediamo cos’altro manca. Sicuramente il Torino – altra squadra a cui il cambio di allenatore (bentornato Mazzarri) ha fatto bene – che ha superato il Bologna 3-0. Onestamente è molto probabile che il Toro avrebbe vinto anche con Mihajlovic in panchina, ma ci piace pensare che Mazzarri abbia fatto un piccolo miracolo (per ora).
Vince anche il Milan, di misura con il Crotone, una partita che non poteva perdere. Imbarazza l’entusiasmo dei tifosi dopo la vittoria, come se avessero vinto una finale di Champions, e questo la dice lunga sull’ansia da prestazione che aleggia sugli spalti di San Siro. Tutti sappiamo benissimo che non è questo l’avversario su cui valutare la squadra di Gattuso (comunque grande cuore), per cui non può essere ancora sdoganato. Serve qualcos’altro perché il Milan torni ad essere il Milan e guai a fallire l’obiettivo minimo, cioè l’Europa League. Vittoria anche del Genoa sul Sassuolo (1-0), che tranquillizza i suoi tifosi uscendo dalle paludi del fondo classifica e pareggio, senza farsi male, tra Chievo e Udinese.
Alla luce di questi risultati si sta sgranando il gruppo di coda che per la retrocessione, almeno al momento, sembra essere un discorso a 4. Mi verrebbe di dire a 3, ma vista l’esperienza del Crotone dello scorso anno, non mi pronuncio.