Avellino, il regolamento sui giochi divide la Giunta. Festa: “c’è differenza fra sale scommesse e sale slot”

Pubblicato il 5 Ott 2017

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Ad Avellino, continua a far discutere la mancata approvazione del regolamento sul gioco che ha causato diverse lotte interne nel consiglio comunale. Il testo portato in Aula dall’assessore alle Attività Produttive Arturo Iannaccone avrebbe fissato degli orari specifici per apertura e chiusura delle sale, in modo da non farli coincidere con quelli di scuole e uffici. Ma soprattutto avrebbe sancito la distanza minima di 300 metri dai “luoghi sensibili”. I consiglieri di maggioranza Salvatore Cucciniello, Francesca Medugno, Gerardo Melillo e Gianluca Festa hanno deciso di abbandonare l’Aula, insieme a quello di minoranza, Domenico Palumbo. Oggetto del contendere la volontà di modificare in parte il regolamento, soprattutto separando le sale scommessa da quelle slot. Una distinzione sulla quale il bisettimanale “La Scommessa/TS” sta dedicando da tempo il dovuto approfondimento, denunciando una carenza di informazione e di lucidità nelle scelte politiche. “E’ necessario – ha commentato Festa – valutare quali soluzioni hanno adottato altre amministrazioni Pd, quando altri regolamenti sono stati bocciati dal Tar, ad esempio a Firenze, per insufficienza istruttoria e contraddittorietà perché si era tenuto conto di dati relativi a contesti statunitensi. Inoltre, secondo una sentenza del Consiglio di Stato del 30 agosto c’è differenza fra sale scommesse e sale da slot ed è quindi possibile regolamentarle diversamente”.

Pubblichiamo di seguito alcuni dati (fonte Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) relativi alle sale scommesse nella provincia di Avellino (423.932 abitanti). Nei primi nove mesi del 2017 le 112 sale dedicate alle scommesse sportive hanno raccolto puntate per 37.399.262,15 euro, ma ai giocatori sono tornati 31.882.405,17 euro, per una spesa effettiva (raccolta – vincite) di 5.516.856,98. Il 20% di questo ultimo dato finirà nelle casse dello stato (oltre un milione di euro). Numeri nettamente inferiori per le scommesse ippiche: le 17 sale attive nella provincia hanno raccolto 62mila euro. Per quanto riguarda le scommesse virtuali i 105 punti attivi hanno generato una raccolta 7.821.738,15 euro, con vincite per 6.485.528,62 euro e una spesa effettiva di 1.336.209,53.

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