Cecchinato: la magica ascesa del tennista siciliano

Pubblicato il 5 Lug 2018

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Era dal lontano 1977 che il tennis italiano maschile non collezionava quattro trofei nello stesso anno. I protagonisti della rinascita del nostro movimento sono Fabio Fognini e Marco Cecchinato, entrambi a quota due successi stagionali. Se l’ascesa di Fognini, talento con potenziale da top ten da sempre alla ricerca di una continuità di rendimento che sembra finalmente arrivata, poteva essere pronosticata, la vera sorpresa di quest’anno è Marco Cecchinato, palermitano classe ’92 che è passato dalla posizione 107 alla 22 del ranking ATP in appena sette mesi.

Marco Cecchinato sta vivendo un sogno da cui non vuole svegliarsi. Un sogno iniziato con la vittoria del torneo di Budapest da lucky loser, proseguito con la storica campagna al Roland Garros e chiuso dalla recente vittoria a Umago in finale contro Pella.

 

Da 107 a 22 del mondo in sette mesi di stagione 2018: il tennista palermitano è un uomo in missione. Ma soprattutto è un uomo che ha dimostrato che l’exploit del Roland Garros chiuso con la sconfitta in semifinale contro Thiem non è stato un caso. Dopo la bruciante eliminazione di Wimbledon (la prima apparizione di Cecchinato in uno Slam da testa di serie), lo specialista della terra rossa è ripartito alla grande vincendo il torneo di Umago sulla superficie preferita.

 

Quella in terra croata è stata un’autentica galoppata verso il successo finale. Se i risultati stagionali ponevano naturalmente Cecchinato tra i favoriti delle scommesse sul tennis di BetStars, quello che ha stupito è stata l’autorevolezza con cui l’italiano ha dominato il torneo. Una sicurezza che solo i top player hanno e che dimostra come lo status dell’azzurro sia definitivamente cambiato.

 

Dopo la dura battaglia con Vesely al primo turno, Marco ha lasciato soltanto le briciole agli avversari, non ha perso nemmeno un set e ha battuto in finale l’argentino Pella con il punteggio di 6-2, 7-6. Ormai il suo gioco ha raggiunto una continuità di altissimo livello: il dritto è sempre stato il colpo principale ed è diventato ancora più sicuro; il rovescio è passato da colpo di sola difesa ad arma con cui scardinare le difese avversarie; l’uso della palla corta è lì da ammirare. Tutte caratteristiche che insieme al buon servizio e al gioco sempre in spinta fanno del palermitano uno dei migliori specialisti mondiali della terra rossa.

 

La prossima sfida però si chiama cemento americano. Inizia ad agosto la campagna di avvicinamento verso l’ultimo Slam della Stagione, l’US Open in programma dal 27 agosto al 9 settembre a New York. Gli appuntamenti si chiamano Masters 1000 di Toronto e Cincinnati e Atp 250 di Winston-Salem. Tre tornei in cui Cecchinato potrà mettere alla prova il suo tennis su una superficie diversa. Il palermitano non ha punti da difendere e potrà affrontare la campagna statunitense con la tranquillità necessaria e cercando gli accorgimenti giusti per ben figurare nel secondo Major che affronterà da testa di serie.

 

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