Pescatori: “Dopo il Tana delle Tigri pronto per Las Vegas. Ho le idee chiare sulle prossime World Series”

Pubblicato il 6 Apr 2019

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Il campione da battere al Tana delle Tigri, torneo di poker appena andato in scena al Perla Resort di Nova Gorica, era Max Pescatori. L’asso del team di Lottomatica dopo il successo di ottobre questa volta ha dovuto concedere la vittoria a Giovanni Sutera, ma per gli avversari è stato un piacere solo poterlo sfidare. “Ho apprezzato la formula freezout per la finale. Non è una cattiva idea ogni tanto proporre una formula senza re-entry, anche se nella maggior parte dei casi preferisco che venga data la possibilità al giocatore di poter acquistare un secondo buy in. Il discorso è semplice: se un giocatore deve affrontare un lungo viaggio e non ha problemi di soldi ci sta poter rientrare dopo una bad beat nelle fasi iniziali del torneo. In una finale però la formula freezout ha molto senso”.
La tua storia, i quattro Braccialetti vinti alle World Series, mettono ancora paura agli avversari?
“Devo dire che giocando live ho spesso il vantaggio di essere un campione da rispettare: molti si spaventano a forzare una puntata contro di me. Poi, il successo nell’ultima edizione mi ha dato una bella mano. Del resto – aggiunge scherzando – consiglierei anche io ad un mio amico di non giocare troppo contro un campione del mondo”.
Intanto sta diventando sempre più attiva la tua partecipazione nello studio di nuovi giochi per il palinsesto di Lottomatica…
“Posso dire di aver sempre avuto un ottimo rapporto con tutto il management di Lottomatica e la collaborazione con Ubaldo Baldi (manager per le sezioni Skill Games, Fantasy Sport, Poker e Bingo, ndr) porterà presto a novità in anteprima per il mercato italiano. Conosco Baldi da quando sono entrato in Lottomatica e c’è sempre stata una straordinaria stima e collaborazione. Il fatto di poter mettere a disposizione la mia esperienza nello studiare strutture e payout dei tornei mi stimola e continuerò a farlo volentieri vista la fiducia che mi viene data quando ho qualche spunto interessante da suggerire. Adesso ho un ruolo anche di sviluppo del brand e di analisi dei trend di mercato. Presto vedrete giochi e novità innovativi anche per il mercato italiano”.
Le World Series of poker sono alle porte. Hai già un piano d’azione?
“Ho guardato il palinsesto e ho un paio di idee su come giocare le World Series in questa edizione. Sicuramente la strategia di base è quella di iscrivermi ai tornei più value, quindi tutti quelli da 1.500 dollari di iscrizione. Il trend che sto registrando nelle World Series del resto vede sempre più giocatori nei tornei dal buy in più contenuto, mentre non esistono più i buy in medi. Il problema nei tornei con quota d’iscrizione da 10mila invece è che ci sono tutti i giocatori più forti e sempre meno amatori. E’ un fenomeno costante negli anni. Quindi il mio piano è quello di partecipare a una ventina di tornei da 1.500 euro. Poi, si sa… Le dinamiche possono cambiare”.
Prima di diventare un giocatore di poker lavoravi nel settore dei videogiochi. Come ti spieghi il boom che stanno avendo gli eSports?
“Non mi aspettavo questo boom. Continuo ad amare le simulazioni sportive e devo dire che a Las Vegas, in particolare alla eSports Arena del Luxor, vengono organizzati eventi pazzeschi da compagnie che hanno budget notevoli”.

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